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Nuovo Sito IUS&NOMOS PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Mercoledì 11 Aprile 2018 10:50

È con grande piacere che vi presentiamo il nuovo sito web http://jusnomos.com!

Abbiamo rinnovato l'aspetto grafico e strutturale per rendere più efficace ed immediata la comunicazione dei servizi offerti e una più facile navigazione da parte dell’utente, nell'intento di offrire una sempre maggiore informazione relativa ai diritti umani, con particolare rifeirmento al diritto dell'immiigrazione e del riconoscimento della protezionale internazionale.

Particolare importanza assume la sezione IN EVIDENZA, che estrapola dalla sezione NOTIZIE gli aggiornamenti costanti e i continui approfondimenti sulla materia,  nonchè le segnalazioni relative all'attivazione di corsi in aula e on-line. Nella sezione DOCUMENTI, inoltre, sono raccolte le principali normative nazionali, europee e internazionali, nonchè la giurisprudenza.

Abbiamo dato spazio anche ai profili Social dell'Associazione, con cui contribuiamo alla diffusione delle notizie.

Vi invitiamo a entrare in contatto con l'associazione che offre consulenza gratuita tramite la mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

A questo punto non ci resta che augurarvi…

Buona navigazione!

 
Pubblicata la legge contro il caporalato PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Lunedì 07 Novembre 2016 17:33

Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2016, la Legge n. 199 del 29 ottobre 2016, con le disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo (c.d. Legge contro il caporalato).
La legge entra in vigore oggi (4 novembre 2016).
In particolare, viene sostituito l’articolo 603-bis del codice penale con il seguente:

Art. 603-bis. (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro)
Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque:
1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attivita’ di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Ai fini del presente articolo, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o piu’ delle seguenti condizioni:
1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali piu’ rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato;
2) la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
3) la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla meta’:
1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
2) il fatto che uno o piu’ dei soggetti reclutati siano minori in eta’ non lavorativa;
3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

E’ previsto, inoltre, a carico della ditta che ha utilizzato, assunto o impiegato manodopera a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno, il sequestro ovvero,  qualora l’interruzione dell’attività imprenditoriale possa comportare ripercussioni negative sui livelli occupazionali o compromettere il valore economico del complesso aziendale, il controllo giudiziario dell’azienda presso cui è stato commesso il reato.

 
Rapporto sui CIE della Commissione per i Diritti umani: sintesi a cura di Paolo Howard PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Giovedì 18 Febbraio 2016 13:00

Presentazione del Rapporto sui Centri di Identificazione ed Espulsione della Commissione per i Diritti Umani del Senato  - 17 febbraio 2016

Sintesi a cura di Paolo Howard

On. Luigi Manconi - Presidente Commissione Diritti Umani

Il rapporto sui Centri di identificazione ed espulsione presentato nella data odierna è il secondo nell’arco di pochi mesi, successivo a quello pubblicato nell’ottobre 2015. Il fatto che sia stata redatta una seconda edizione in così breve tempo certifica l’attività continuativa ed assidua dedicata alla materia in oggetto da parte della Commissione straordinaria Diritti Umani (si specifica che il rapporto di oggi non rappresenta un mero aggiornamento del precedente, ma una nuova ed articolata edizione).

L’On. Manconi mette in luce l’attenzione che la Commissione ha dedicato allo studio e al monitoraggio di questi centri, che saranno materia di lavoro da qui ai i prossimi 3 anni, poiché inquadrati come uno dei punti più critici del sistema immigrazione ed asilo in Italia.

In particolare, l’On. Manconi sottolinea la peculiarità rappresentata dell’istituzione del nuovo organismo degli “hotspot” (che in Italia sono tre - Lampedusa, Trapani e Pozzallo - avviati tra gli ultimi mesi del 2015 e le prime settimane del 2016) e dal tipo di legame, non perfettamente chiaro, tra questi ultimi e i CIE.

On. Riccardo Mazzoni - Vicepresidente Commissione Diritti Umani

L’On. Mazzoni espone il suo intervento sulla base dell’esperienza diretta presso l’hotspot di Lampedusa.

In primo luogo, ribadisce come gli hotspot dovrebbero essere dei centri di primissima accoglienza, dove quest’ultima non dovrebbe superare le 48 ore. Tuttavia, la necessità di rispettare le indicazioni dell’Agenda europea sull’immigrazione ha determinato un prolungamento eccessivo dei tempi di accoglienza che si è scontrato con l’inadeguatezza delle strutture.
Non è un caso che sindaci, come il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, abbiamo denunciato le conseguenze critiche di tale gestione dell’accoglienza (ad es. nell’hotspot di Lampedusa si parla di oltre 200 MSNA privi di qualsiasi riferimento nel corso delle ore diurne).

L’eccessivo prolungamento dei tempi di attesa che precedono il trasferimento rende gli hotspot quasi un ibrido tra i CARA e i CIE.

L’On. Mazzoni ha quindi riepilogato la procedura hotspotnei passaggi essenziali (“foglio notizie”, fotogenalamento, impronte digitali).
Il problema messo in luce dall’On. Mazzoni è il contrasto tra quanto accade nella pratica e quanto previsto dalle linee guida dell’Agenda UE. Quest’ultime richiederebbero che ai migranti venissero  prese le impronte digitali, anche coattivamente. In Italia, invece, le procedure forzate sono previste per legge solo in due casi (prelievo della saliva e/o dei capelli). Pertanto, se si costringessero le forze dell’ordine a prendere le impronte digitali ai migranti, questi incorrerebbero in un reato perseguibile penalmente. A ciò si deve aggiungere, prosegue l’On. Mazzoni, che i migranti spesso non sono in grado di rendersi conto della situazione che stanno vivendo e quando vengono introdotti alla procedura hotspot non si trovano nelle condizioni idonee affinché possano prendere con lucidità una decisione. In sostanza, quello che viene criticato è il fatto che negli hotspost il migrante debba in brevissimo tempo decidere del suo destino (se richiedere la protezione internazionale o meno in primis), ma allo stesso tempo non sussistono i mezzi appropriati per rendere questa una scelta consapevole. Per tale ragione i migranti, nel dubbio, spesso si oppongono al rilascio delle impronte digitali e sono costretti a permanere nello scomodo limbo dell’hotspot.

L’On. Mazzoni chiude l’intervento facendo un bilancio sull’attività degli hotspot, che risulta sostanzialmente deficitario ed evidenzia il fallimento del programma di relocation dei migranti.

On. Luigi Manconi - Presidente Commissione Diritti Umani

L’On. Manconi sottolinea come i 2 rapporti denuncino in realtà una situazione contraddistinta dalla frequente violazione dei diritti umani delle persone. “I CIE sono luoghi orribili” dichiara l’Onorevole.

Sebbene, ricorda, i CIE e le persone in esse “accolte” sembravano destinati a ridursi, le ultime vicende che hanno investito l’Europa hanno rilanciato queste strutture.

In questa prospettiva, la questione centrale, afferma, è quella della natura giuridica degli hotspot. Accoglienza o detenzione amministrativa? Questa è la maggiore preoccupazione della Commissione Diritti Umani del Senato. E’ importante individuare una definizione precisa dello status giuridico di queste strutture, individuare chi le deve regolare e quale il loro rapporto con i CIE.

On. Filippo Bubbico - Viceministro dell’Interno

L’On. Bubbico ricorda come l’Italia sia stata più volte criticata dalla Commissione europea per non aver identificato i migranti. Critica l’Europa che cerca di ostacolare i migranti e ed elogia lo spirito di accoglienza dell’Italia.
In uno scenario come quello attuale suggerisce che l’Italia spinga:
-    per un effettiva praticabilità di un sistema di asilo europeo;
-    perché l’UE si assuma una responsabilità condivisa sul problema migranti
-    per lo sviluppo di accordi bilaterali che costruiscano le relazioni necessarie per garantire il rispetto dei diritti umani nei Paesi di origine.
Così facendo, sottolinea l’On. Bubbico, si inaugurerebbe una nuova stagione politica per l’Europa.
Ciò anche alla luce dell’osservazione di diverse organizzazioni internazionali che segnalano l’importanza dei flussi migratori come risorsa utile per la ripresa economica.

Passando agli hotspot, l’On. Bubbico sottolinea come quest’ultimi rappresentino in realtà la premessa necessaria per superare il sistema Dublino, in virtù del loro ruolo di centri di primissima identificazione ed accoglienza all’ingresso in Europa.
Ribadisce poi che l’attuale malfunzionamento della procedura hotspot sia dovuto a ragioni di ordine burocratico e per questo motivo andrebbero rafforzati i mezzi di accoglienza, aumentati i mediatori e incrementata la presenza delle organizzazioni internazionali presso gli stessi.
Chiude l’intervento affermando sinteticamente che gli hotspot funzionerebbero se inquadrati nell’ottica di una permanenza di ore e non di giorni.

On. Luigi Manconi - Presidente Commissione Diritti Umani

L’On. Manconi chiude l’incontro mettendo in luce un paradosso.
Sottolinea come in realtà l’Italia non sia più una meta appetibile, ma i flussi migratori sopraggiungano sul suo territorio esclusivamente per ragioni di collocazione geografica.
Ad oggi il numero degli stranieri regolamene presenti sta diminuendo, poiché emigrano all’estero, così come sta diminuendo il numero di chi vuole entrare regolamene, perché il nostro Paese non offre prospettive. Questo dato è anche confermato dall’ultimo decreto flussi (2014-15) dove le richieste sono state meno del 20%.
Alla luce di questa situazione, l’On. Manconi ritiene che la scelta di “perpetuare il reato di clandestinità sia stato un grande errore” e che si sia trattato di “un atto di pavidità politica” dovuto esclusivamente “a quella scienza esatta che è la percezione”.

 

 

 
Con il d.lgs. 151/2015 nuove norme in materia di impiego di lavoratori stranieri irregolari PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Lunedì 05 Ottobre 2015 14:52

Sono stati pubblicati, sul Supplemento Ordinario n. 53 della Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2015, gli ultimi Decreti Legislativi adottati in attuazione del Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n. 183).
Tra i decreti adottati, il DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 151 reca “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità”

Per visualizzare il decreto, clicca qui

Tra  principali novità contenute nel nuovo decreto, l’articolo 22 riguarda la  revisione della disciplina delle sanzioni in materia di lavoro.
In particolare il nuovo decreto prevede:
- la modifica alla c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” con l’introduzione degli importi sanzionatori “per fasce”, proporzionati alla durata della violazione commessa, anziché legati alla singola giornata di lavoro irregolare. Le norme non si applicano ai rapporti di lavoro domestico.

- la reintroduzione della procedura di diffida, che consente la regolarizzazione delle violazioni accertate ed ottenere una riduzione degli importi sanzionatori. Tale regolarizzazione può riguardare  sia lavoratori italiani che i lavoratori stranieri titolari di un permesso di soggiorno valido per lavorare ed è subordinata all’assunzione del personale “in nero” a tempo indeterminato (full time o part-time almeno al 50%) oppure a tempo determinato (in questo caso solo full time) e lo mantiene in servizio per almeno tre mesi.

- una maggiorazione del 20% delle sanzioni in caso di impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno che abilita al lavoro o con permesso scaduto e non rinnovato o di minorenni con obbligo scolastico.

Tra le altre novità contenute nel nuovo decreto si segnala  la previsione che tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo, siano effettuate esclusivamente in via telematica mediante modelli semplificati.

Fonte: http://www.integrazionemigranti.gov.it/Attualita/News/Pagine/decreto_151.aspx

 
Dal 24 settembre 2015 il documento di viaggio per apolidi, stranieri e rifugiati è elettronico PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Lunedì 05 Ottobre 2015 14:48

"Fino ad oggi il documento era cartaceo ma i Regolamenti del Consiglio Europeo hanno imposto l'adeguamento al formato elettronico come già accade per il passaporto.

Questi nuovi documenti sono stampati dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, hanno 32 pagine, la copertina è blu e verde e sono dotati di microchip con memorizzate le immagini del volto e due impronte digitali del titolare.
I dati anagrafici invece sono inseriti nelle pagine del documento.

Questi titoli di viaggio continuano ad essere rilasciati dagli Uffici immigrazione, come per i precedenti in formato cartaceo, e con le stesse procedure di controllo di eventuali motivi ostativi.
Dal 24 settembre non sarà più possibile emettere i precedenti documenti in formato cartaceo.

Costo per il rilascio: Il libretto ha un costo di € 42,22 e all'atto di presentazione dell'istanza deve essere consegnata la ricevuta di versamento su bollettino di conto corrente n.67422808 intestato a Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro.
Si precisa che dal 24 settembre saranno accettati solo versamenti da € 42,22 sul conto corrente sopra specificato".

Fonte: www.poliziadistato.it

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Ottobre 2015 14:49
 
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