Giovedì, 26 Aprile, 2018
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Nuovo Sito IUS&NOMOS PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Mercoledì 11 Aprile 2018 10:50

È con grande piacere che vi presentiamo il nuovo sito web http://jusnomos.com!

Abbiamo rinnovato l'aspetto grafico e strutturale per rendere più efficace ed immediata la comunicazione dei servizi offerti e una più facile navigazione da parte dell’utente, nell'intento di offrire una sempre maggiore informazione relativa ai diritti umani, con particolare rifeirmento al diritto dell'immiigrazione e del riconoscimento della protezionale internazionale.

Particolare importanza assume la sezione IN EVIDENZA, che estrapola dalla sezione NOTIZIE gli aggiornamenti costanti e i continui approfondimenti sulla materia,  nonchè le segnalazioni relative all'attivazione di corsi in aula e on-line. Nella sezione DOCUMENTI, inoltre, sono raccolte le principali normative nazionali, europee e internazionali, nonchè la giurisprudenza.

Abbiamo dato spazio anche ai profili Social dell'Associazione, con cui contribuiamo alla diffusione delle notizie.

Vi invitiamo a entrare in contatto con l'associazione che offre consulenza gratuita tramite la mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

A questo punto non ci resta che augurarvi…

Buona navigazione!

 
Tribunale di L’Aquila, ordinanza del 18 febbraio 2018: rifugiati ambientali PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Venerdì 16 Marzo 2018 11:20

Pubblichiamo una interessante e innovativa ordinanza in materia di rifugiati ambientali, inviata dall’Avv. Chiara Maiorano, che ha frequentato il nostro corso nel 2017 e che ringraziamo per la segnalazione e condivisione del lavoro svolto.
Con una interessante e innovativa ordinanza del Tribunale di L’Aquila viene riconosciuta la protezione umanitaria ad un cittadino del Bangladesh il quale aveva dichiarato di essersi irrimediabilmente indebitato dopo aver perso il suo terreno agricolo a causa di un alluvione.
Il giudice, nel motivare la propria decisione, in primo luogo fa riferimento alle problematiche legate ai cambiamenti climatici che interessano il Bangladesh tra cui evidenzia il land grabbing e la deforestazione, citando in merito il rapporto “Crisi Ambientali e migrazioni forzate - A Sud Onlus 2016”.
Inoltre ricorda che l’Italia ha ratificato con L. n. 881/1997, art. 11, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali e il Patto Internazionale relativo ai diritti civili e politici che prevedono, il primo, che gli Stati aderenti al patto citato riconoscano il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario, un alloggio adeguati, nonché il miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita; mentre con l’altro gli Stati si impegnano a riconoscere il diritto fondamentale di ogni individuo alla libertà dalla fame, adottando individualmente e attraverso la cooperazione internazionale, tutte le misure adeguate, rilevando che tali principi internazionali trovano riscontro nella Carta Costituzionale art. 2 c 32.
Infine, tenendo anche conto della circolare prot. 00003716 del 30.7.2015 del Ministero dell’Interno, Commissione Nazionale per il diritto di Asilo in cui sono dati evidenziati tra i motivi della concessione umanitaria anche le gravi calamità naturali o altri gravi fattori locali ostativi ad un rimpatrio in dignità e sicurezza, riconosce al cittadino bengalese la protezione umanitaria.

 
MEF: rivisti gli importi del contributo dovuto per il rilascio del permesso di soggiorno PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Giovedì 15 Giugno 2017 15:01

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 131 dell’8 giugno 2017, il Decreto 5 maggio 2017 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno.

La misura del contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di età superiore ai 18 anni:

€ 40,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno;

€ 50,00 per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni;

€ 100,00 per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i dirigenti e i lavoratori specializzati richiedenti il permesso.

I suddetti nuovi importi risultano cosi dimezzati rispetto a quelli precedentemente previsti (rispettivamente € 80, € 100, € 200) e sono in vigore dal 9 giugno 2017.
La rideterminazione ha poi aggiunto, tra i casi di esonero dal contributo, anche la richiesta del duplicato del permesso di soggiorno.


Fonte: Gazzetta Ufficiale

 
Governo: interventi urgenti in materia di immigrazione PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Giovedì 16 Febbraio 2017 11:36

Il Consiglio dei ministri ha approvato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2017, il Decreto Legge n. 13 del 17 febbraio 2017 che introduce disposizioni urgenti per l’accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, per l’introduzione di misure volte ad accelerare le operazioni di identificazione dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e per il contrasto dell’immigrazione illegale.

Nello specifico, con il decreto:

1.    sono istituite, presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia, 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Tali sezioni avranno competenza relativamente a: mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia. In tali controversie il tribunale giudica in composizione monocratica;
2.    si introducono misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure innanzi alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e di integrazione dei richiedenti, nonché per la semplificazione e l’efficienza dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta e degli altri procedimenti giudiziari connessi ai fenomeni dell’immigrazione. A tale ultimo riguardo, si delinea un nuovo modello processuale basato sul rito camerale che delimita i casi nei quali si prevede l’udienza orale e riduce da sei a quattro mesi il termine entro il quale è definito il procedimento con un decreto non reclamabile ma ricorribile esclusivamente in Cassazione;
3.    si prevede che i prefetti, d’intesa con i Comuni, promuovano ogni iniziativa utile a favorire l’impiego dei richiedenti protezione internazionale, su base volontaria e gratuita, nello svolgimento di attività con finalità di carattere sociale in favore delle collettività locali, al fine di favorirne l’integrazione nel tessuto sociale della località in cui sono ospitati. I Comuni potranno predisporre a questo scopo progetti da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo;
4.    si introducono misure per accelerazione delle procedure di identificazione e per la definizione della posizione giuridica dei cittadini di Paesi terzi non appartenenti all’Unione europea, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di migranti. A tal fine, saranno individuati i centri, tra quelli destinati alla prima accoglienza, ove allocare i flussi di migranti per le esigenze di soccorso e prima accoglienza, nei quali viene effettuato un primo screening sanitario e sono avviate le procedure di identificazione, assicurando l’informazione sulla procedura internazionale, sul programma di ricollocazione all’interno di altri Stati membri dell’Unione europea, nonché sulla possibilità del ricorso al rimpatrio volontario assistito. Nei medesimi centri sono effettuate le operazioni di fotosegnalamento, rilevamento delle impronte digitali e registrazione obbligatorie per gli Stati membri dell’Unione europea;
5.    si introducono disposizioni finalizzate a garantire l’effettività dei provvedimenti di espulsione e il potenziamento della rete dei centri di identificazione ed espulsione, ridenominati centri di permanenza per il rimpatrio, in modo da garantirne una distribuzione omogenea sul territorio nazionale. La dislocazione delle nuove strutture avverrà, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, privilegiando siti e aree che risultino più facilmente raggiungibili e nei quali siano presenti strutture pubbliche che possano essere riconvertite allo scopo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Febbraio 2017 10:55
 
Pubblicata la legge contro il caporalato PDF Stampa Email
Scritto da Segreteria Scientifica   
Lunedì 07 Novembre 2016 17:33

Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2016, la Legge n. 199 del 29 ottobre 2016, con le disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo (c.d. Legge contro il caporalato).
La legge entra in vigore oggi (4 novembre 2016).
In particolare, viene sostituito l’articolo 603-bis del codice penale con il seguente:

Art. 603-bis. (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro)
Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque:
1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attivita’ di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.
Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Ai fini del presente articolo, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o piu’ delle seguenti condizioni:
1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali piu’ rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantita’ e qualita’ del lavoro prestato;
2) la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
3) la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti.
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla meta’:
1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
2) il fatto che uno o piu’ dei soggetti reclutati siano minori in eta’ non lavorativa;
3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

E’ previsto, inoltre, a carico della ditta che ha utilizzato, assunto o impiegato manodopera a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno, il sequestro ovvero,  qualora l’interruzione dell’attività imprenditoriale possa comportare ripercussioni negative sui livelli occupazionali o compromettere il valore economico del complesso aziendale, il controllo giudiziario dell’azienda presso cui è stato commesso il reato.

 
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